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martedì 20 agosto 2013

Arriva la prima auto ad aria che renderà pulite le nostre città


 

A progettarla è la Motor Development International (MDI) e la sua uscita è prevista per la metà del prossimo anno. Stiamo parlando della prima auto ad aria che fa 100 km con 1 euro.

Sarà la volta buona?

 

Sembra fantascienza, ed invece è pura realtà. O lo sarà la prima metà del prossimo 2014, quando verrà messa in venduta sul mercato, la prima auto ad aria compressa.
air-pod-2
In un periodo di crisi economica mondiale, con un costante rincaro dei prezzi dei carburanti non rinnovabili (come petrolio e gas), l’idea sembra destinata a raccogliere numerosi successi fra chi è in cerca di risparmio e chi sta sempre attento al rispetto dell’ambiente. A progettarla è stata la lussemburghese Motor Develepment International (MDI), che ha dichiarato di essere ormai pronta a lanciare (in collaborazione con l’indiana Tata Motors) il proprio prodotto sul mercato il prossimo anno, alla popolare cifra di 7000 euro per il primo modello messo in circolazione: una city car.
Ma la catena di produzione non si ferma qui: si parla di modelli che vanno dalla berlina all’utilitaria, dal veicolo commerciale al bus di linea, fino ad arrivare al trattore, al container e alla macchina-giocattolo per un pubblico 14enne. E, in caso di emergenza, è previsto, un motore da utilizzare in casa propria come generatore di corrente in caso di emergenza. AirPod è il nome della prima auto in uscita “…e sarà omologata come quadriciclo leggero grande, quello per 16enni. Poi ci sarà una versione baby, per i 14enni, e quindi una macchina vera. La sfida è lanciata!” come ha dichiarato Cyril Negre responsabile tecnico del progetto, nonché figlio del fondatore della MDI, Guy Negre.
airpod-auto-aria-compressa_02
L’AirPod sarà da prima consegnata in Francia, dando precedenza a coloro che ne hanno già ordinata una, successivamente il mercato si aprirà a tutti i Paesi europei. Ma non si tratterà di un mercato auto di tipo tradizionale, basato sulle concessionarie. Si potrà acquistare il prodotto direttamente in fabbrica.
Si, esatto, nessuna concessionaria, ma officine: produciamo là dove vendiamo. Con vantaggi infiniti, economici, sociali. Pensi solo al fatto che un costruttore normale deve farsi carico di una logistica enorme perché produce in un solo posto e poi è costretto a spedire in tutto il mondo. Noi no. Da noi chi produce vende. Non paghiamo commissione al concessionario perché è la stessa fabbrica che vende la macchina, e questo abbassa enormemente i costi“.
Un’auto, quindi, non solo eco-sostenibile nell’utilizzo ma anche nella sua produzione. Servono 25 piccole fabbriche in Francia e altre 20 in Italia che si possono tranquillamente integrare con il territorio. “Abbiamo già diversi contatti con molte aziende interessate a produrre le MDI“, ha affermato Cyril Negre.
Nei progetti del responsabile tecnico, c’è anche il tema del sociale. Per l’erede della MDI, infatti, produrre le auto in 50 piccole officine sparse per tutta Europa, piuttosto che in un’unica grande fabbrica, può rappresentare un indubbio svantaggio, perché richiederebbe un 30% in più della forza lavoro. Ma in questo modo si crea lavoro in tante città, si entra nel loro tessuto sociale, si da potere d’acquisto alle famiglie, l’unico vero motore di ripresa dei mercati.
tata motors
E poi non dimentichi che per fare ecologia, oggi, non  basta fare macchine pulite, ma è necessario fare macchine che costano poco. E che richiedono poca energia per essere prodotte. Proprio quello che facciamo noi. In più non trasportiamo macchine finite qua e là per l’Europa. Le produciamo in loco, questo riduce ulteriormente le emissioni (e i costi) del ciclo produttivo“, precisa Negre all’intervistatore de La Repubblica, a cui ha fornito in anteprima tutte le informazioni tecniche dell’ambizioso progetto.
Ogni officina è in grado di produrre circa 7000 veicoli l’anno. Quindi, solo in Italia saranno previsti ben 140.000 mezzi con questo nuovo motore. L’ambizioso traguardo nasce dalla assoluta bontà del prodotto che, una volta portato a conoscenza del pubblico, lo entusiasmerà fino a suscitare un vero e proprio boom di richieste. E questo grazie, non solo ai ridotti costi di produzione e di vendita, anche per i costi di utilizzo: 100 km di percorrenza con un solo euro di spesa.
Cyrel Negre ci tiene a precisare come la scelta delle officine locali sarà il vero punto di forza del progetto, che assicurerà una produzione più rapida e più facile, mettendo a disposizione delle aziende che se ne vorranno fare carico il proprio “know-how“.
motore ad aria compressa airpod
Tornando all’auto, cerchiamo di capire come funziona. La macchina è dotata di un motore che funge anche da compressore: quando viene collegata ad una presa di corrente, il motore in funzione spinge l’aria nella bombola, ricaricandosi. Come, per le macchine elettriche, quindi, c’è bisogno dell’energia elettrica, comunque costosa. Al contrario però di queste ultime, dove le batterie per l’accumulo di corrente tendono a perdere nel tempo la loro piena capacità di immagazzinamento, la bombola presente nell’auto ad aria compressa è in grado mantenere ben 20.000 cicli di carica, pari a 2 milioni di chilometri; ben oltre la durata di vita del veicolo. Inoltre, anche se immagazzinare l’aria nel compressore richiede più energia elettrica rispetto alla ricarica di una batteria, l’auto utilizza meno energia durante il funzionamento perché notevolmente più leggera delle macchine elettriche.
La piccola AirPod ha 7 Kw, ma una coppia completamente piatta di 45 Nm e una velocità massima di 80 Km/h. L’AirOne invece ha un motore da 15 Kw e fa i 100 orari. Ma è una macchina molto più grossa, pesa 400 kg. E poi c’è l’AirCity – ancora più grande – che non è più un quadriciclo leggero ma una macchina vera, fa i 130 orari ed ha con 25 Kw di potenza“.
Discorso diverso per i modelli di categoria superiore, come la grande AirOne, dove per poter aumentare l’autonomia del veicolo, e portarlo a  circa 350 Km, è stato introdotto un piccolo motore a benzina o diesel che riscalda l’aria a 600 gradi prima che questa entri nel motore ad aria compressa. In questo modo si è riusciti a triplicare l’autonomia. I costi di utilizzo restano sempre contenuti (visto che con mezzo litro di carburante tradizionale si percorrono 100 km) e l’inquinamento rimane comunque molto basso.
airpod 4
Resta ancora una incognita: il problema del rifornimento. Le nuove stazioni di servizio sono tutte da fondare e sembrano limitate nei guadagni. Infatti occorrono circa 2 minuti per ricaricare ogni macchina, più i tempi tecnici per collegarla e per pagare. Nel progetto della MDI ogni stazione sarà in grado di ricaricare 85 autovetture al giorno (circa 100 euro di guadagno al giorno – un po’ poco!). Ma ci tiene a precisare Negre che il costo di un euro ogni 100 km è riferito alla ricarica effettuata a casa. È chiaro che andando alla stazione di servizio i costi raddoppiano. Inoltre, le stazioni di servizio non utilizzeranno impegnativi compressori tradizionali (il cui costo si aggira intorno ai 130 mila euro) ma gli stessi motori forniti dalla casa MDI, per un costo di 39 mila euro. È chiaro, allora, che la vendita e la creazione di nuove stazioni di rifornimento sono strettamente collegate. Ma è la scommessa su cui ha investito la Tata.
A proposito di bombole: queste sono uguali a quelle usate per il metano ed usano gli stessi standard di sicurezza. Con la differenza che il contenuto della bombola è aria compressa, nettamente meno pericolosa dello stesso gas, anche in caso di perdite all’interno di zone chiuse. In ogni caso, come per le macchine a gas naturale, vanno effettuati i controlli di legge ogni 5 anni. Senza considerare che i motori delle macchine ad aria compressa necessitano solo di olio di lubrificazione esterna (meno inquinante di quello di altri tipi di vetture) e nessun tipo di circuito di raffreddamento a liquido. La temperatura del motore, infatti, è al contrario: è calda fuori e dentro arriva a meno 20 gradi centigradi. Questo permette di raffreddare, in modo automatico, sia la parte esterna del motore, sia l’abitacolo interno, eliminando l’uso di costosi meccanismi di aria condizionata, che vanno ricaricati con gas pericolosi per l’effetto serra.
airpod ricarica casa
I vantaggi nell’utilizzo dell’aria compressa non finiscono qui. Potrà servire per raffreddare le bibite (tramite un apposito bauletto), per gonfiare i pneumatici del veicolo stesso e per mettere in azione gli airbag esterni in caso di incidenti. Anche dal versante rumore, notevoli sono i vantaggi. Le emissioni acustiche sono superiori a quelle di un motore elettrico ma indubbiamente più basse rispetto al tradizionale motore a scoppio. Inoltre, a macchina in moto ma non in movimento, il motore si ferma e alla massima potenza arriva solo a 1500 giri rmp.

Insomma, quelli della MDI e della Tata sono sicuri di rivoluzionare in maniera radicale il mercato delle auto, unica soluzione per uscire da questa durissima crisi mondiale, ed invitano ad andare sul sito www. mdi.lu dove è possibile attingere tutte le informazioni sulla vasta gamma di modelli, sulle caratteristiche tecniche e ogni altro tipo di informazione commerciale. E, naturalmente, sarà anche possibile prenotare on-line la propria auto.
Pensando a questa invenzione viene in mente la famosa frase di Giambattista Vico sui “corsi e ricorsi storici“, visto che nel lontano 1870 i carrelli nelle miniere e perfino i tram in Francia camminavano ad aria compressa. Poi arrivò il motore a scoppio ed egemonizzò il mercato a danno delle altre tecnologie. Chissà che questa non sia una rivincita del motore ad aria compressa e dell”ambiente.
FONTE NOTIZIA
PRIMA FONTE

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