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lunedì 26 settembre 2011

IL PARTITO COMUNISTA APRE AL PAPERONE ?

Per la prima volta il magnate di un gruppo privato entra nel comitato centrale del Pcc

FONTE NOTIZIA 


Liang Wengen
Liang Wengen
MILANO - Il paperone Liang Wengen, considerato l'uomo più ricco della Cina, entrerà nel comitato centrale del Partito Comunista Cinese. Lo scrive il quotidiano Global Times.Si tratta di una vera e propria svolta, considerando che Liang sarebbe il primo capitalista di un grande gruppo privato ad entrare nell'organismo dirigente del Pcc. Alcuni dirigenti industriali come il Ceo della Haier Zhang Ruimin e il presidente della Sinopec Li Yi sono già presenti nel comitato centrale, ma le loro imprese sono di proprietà statale.


PRIMO PER FORBES - Liang Wengen, 57 anni, è il fondatore Sany Group (macchinari industriali) ed è apparso al primo posto delle classifiche dei super ricchi cinesi stilate dalla rivista Forbes e dal sito web Hurun. Il suo patrimonio è stimato in dieci miliardi di dollari. La rivista Time Weekly, pubblicata a Guangzhou nel sud della Cina, sostiene che l'approvazione della nomina di Liang è venuta la scorsa settimana dal Dipartimento per l' organizzazione del Partito. Secondo il quotidiano di Singapore Linha Zaobao, il fondatore del Sany Group verrà eletto come membro supplente del cc nel prossimo congresso del Partito, che si terrà nell' autunno del 2012.
Redazione Online
26 settembre 2011 10:51© RIPRODUZIONE RISERVATA


26.09|12:59
Braccovizla
E' come scrivi. "La storia si ripete" non è un luogo comune. Il crollo delle grandi civiltà e dei grandi imperi è sempre giunto, presto o tardi. Questa volta tocca a noi, vecchio, stanco, annoiato occidente. Non ci resta che assistere alla disputa tra cinesi e musulmani, anche se onestamente mi sembrano più organizzati i primi.
IL REGIME PEGGIORE? CAPITALISMO SENZA LIBERTA'
26.09|12:38
nazek
E così il cerchio si chiude; un tempo potevamo scegliere tra libertà e uguaglianza; oggi, ad un sesto dell'umanità, (e sospetto che verrà anche il nostro turno) viene negato anche questo diritto: disuguali e schiavi del regime che per il colmo della beffa si chiama comunista. Notiamo comunque che all'occidente liberale questo regime piace. Tanto combattevamo il comunismo prima maniera, tanto ci piace questo. La verità é che anche a noi importa ben poco della libertà: businnes is businnes.
I veri capitalisti
26.09|12:31
Braccovizla
In Cina non esiste stato sociale, non è previsto un sistema sanitario gratuito, non vengono pagate pensioni se non a poche categorie di ex dipendenti statali. Tutto ciò che serve al cittadino ha un costo diretto (non sono informatissimo sulla pressione fiscale che comunque non è pesante come in Europa). Il capitalismo allo stato puro è la forma di economia che hanno abbracciato (altro che i tanto vituperati Stati Uniti!)pertanto non c'è da stupirsi se nel comitato centrale entra a farne parte un esponente di spicco. La Cina non investe più molto danaro in armi o portaerei (l'unica che possiede è stata acquistata dalla Russia e trasformata in albergo galleggiante!)ma in "debiti pubblici". Un giorno neanche tanto lontano passeranno a battere cassa e molte Nazioni saranno costrette a consegnare le chiavi di casa! Semplice,geniale,inquietante.
Viva la faccia dei Cinesi ...
26.09|11:44
liberbrio
Non sono vittime del prebenismo ipocrita che invece avvilisce in modo devastante le nostri migliori intelligenze (o presunte tali).

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L'ENORME SVILUPPO DI NUOVE TECNOLOGIE ECO SOSTENIBILI, DALL'ACRONIMO RBEM (MODELLO ECONOMICO BASATO SULLE RISORSE ), INSIEME ALLE NUOVE SORGENTIOPEN SOURCE (LICENZE LIBERE PER SVILUPPARNE I PROGETTI), FANNO SEMPRE PIÙ FIORIRE L'INTERESSE COLLETTIVO DI UNA NUOVA CULTURA GLOBALE.
L'IMPEGNO DI TUTTI, E' DI TOTALE INDISPENSABILITÀ PER COLLABORARE SENZA PIÙ COMPETERE.
Fausto Govoni

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