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sabato 7 gennaio 2012

Passare alle rinnovabili non sarà più costoso di aggiornare le centrali a energia fossile già esistemti

 Traduzione a cura di Daniel Iversen 
Sono state portate avanti varie argomentazioni nel corso degli anni - alcune esagerate, altre palesemente false - da coloro che si oppongono alla rapida espansione delle energie rinnovabili. Si dice che l'energia solare ed eolica non funziona, o che non possono fornire abbastanza energia, o che non potranno espandersi abbastanza velocemente da incontrare le nostre esigenze. Fortunatamente, un pò alla volta, i miglioramenti tecnologici hanno dimostrato l'infondatezza di queste riflessioni.
Recentemente, però, un'altro argomento che si è spesso sentito è stato quello del costo: l'energia rinnovabile è troppo cara.

In un momento dove i bilanci delle famiglie sono spremuti fino all'osso e il costo del carburante continua a salire, al supporto per le energie rinnovabili - sia attraverso sovvenzioni statali diretti o attraverso tariffe “feed-in” che sono effettivamente pagate dai consumatori - viene data una priorità più bassa rispetto al contenimento dei costi. Questo almeno è uno dei motivi per cui abbiamo visto tagli ai sussidi per le rinnovabili nel Regno Unito, nei Paesi Bassi e altrove.
Invece, secondo un nuovo studio del consigliere scientifico del governo britannico sui cambiamenti climatici, il professor David MacKay, il passaggio in massa all'energia rinnovabile non sarà più costoso del sostituire le vecchie centrali elettriche a combustibili fossili.
Il professore MacKay, che è il capo consulente scientifico del Dipartimento inglese dell'energia e del cambiamento climatico, ha fatto i suoi calcoli utilizzando un'elegante pacchetto di analisi Open Source da lui stesso creato, chiamato "2050 Pathways Calculator". Ha stimato che per convertire, entro il 2050, l'intera infrastruttura energetica del Regno Unito, in una a basse emissioni di carbonio, si spenderebbe , annualmente, circa £ 5000 a persona.
Un approccio di tipo consumistico, basato sul miglioramento delle centrali termiche a combustibili fossili esistenti, contando anche l'import di grandi quantità di gasolio e riscaldamento, costerebbe circa £ 4600.
In più il calcolatore supporta  la tesi secondo cui l'energia nucleare è troppo costosa.
Uno scenario basato in larga parte sul espandere la potenza dell'energia nucleare costerebbe circa 5500 £ l'anno a persona, questo se consideriamo tra gli scenari proposti più costosi.
Ovviamente, nessuna delle valutazioni proposte dalla calcolatrice tiene conto dei reali costi dei cambiamenti climatici.
Il “Guardian” sottolinea che il rapporto dello Stern, l'autorevole studio fatto dagli economisti sui cambiamenti climatici e pubblicato per il governo del Regno Unito nel 2006, stima che il costo equivale a 6500£ l'anno.
Ma, ovviamente, il Regno Unito potrebbe prendere la strada del carbonio a basso impatto affrontando comunque  i costi dei cambiamenti climatici, se le altre nazioni non fanno lo stesso.
Poi, di nuovo, il calcolatore non tiene conto di altri costi ambientali e di salute che i cittadini inglesi devono pagare percorrendo la strada del carbonio ad alto impatto.
E' ironico che sia proprio David MacKay a stare dietro a prove così evidenti a favore delle rinnovabili.
Il professore infatti è meglio conosciuto per un suo libro del 2009, Sustainable Energy Without the Hot Air, dove lui stesso disse che il Regno Unito non soddisferà tutti i suoi bisogni energetici con le rinnovabili e avrà bisogno di espandere il nucleare.
In tutta onestà, però, vale la pena notare che altri economisti dell'energia hanno messo in dubbio l'approccio di MacKay.
Il professore Dieter Helm, dell'Università di Oxford, ha riferito al “Guardian” che la similitudine di costo tra gli approcci low e high-carbon a cui MacKay si riferisce "è infatti il risultato che si ottiene se si prende la saggezza convenzionale sui prezzi dei combustibili fossili e assumiamo un significativo progresso tecnologico. Ma sono proprio questi due presupposti a fare la differenza"
.
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Fausto Govoni

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