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domenica 8 gennaio 2012

Perchè le persone difendono sistemi ingiusti e corrotti?

Traduzione a cura di Daniel Iversen

Perchè ci impuntiamo sul sistema e sull'istituzione in cui viviamo - un governo, una società o un matrimonio - anche nel momento in cui tutti gli altri notano che questo sta fallendo miseramente?
Perchè resistiamo al cambiamento anche quando il sistema dove viviamo è corrotto o ingiusto?
Un nuovo articolo presente in "Current Directions in Psychological Science", una rivista pubblicata dalla "Association for Psychological Science" mette luce sulle condizioni per le quali siamo motivati a difendere lo status quo - un processo chiamato "giustificazione del sistema".
La giustificazione del sistema non è uguale dell'acquiescenza, spiega Aaron C. Kay, psicologo alla "Fuqua School of Business and the Department of Psychology & Neuroscience" della "Duke University", e co-autore del documento con il laureato Justinj Friesen alla University of Waterloo. "E' un processo attivo. Quando qualcuno giustifica lo status quo, in realtà finisce per credere che in effetti è proprio cosi che il sistema dovrebbe funzionare".

Revisionando studi in laboratorio e di nazioni diverse, il documento mette in luce quattro situazioni che favoriscono la giustificazione del sistema: la minaccia di esso, la dipendenza da esso, l'ineluttabilità di esso e un basso controllo personale.
Quando siamo sotto minaccia tendiamo a difendere noi stessi, e il nostro sistema.
Prima dell'11 settembre, per esempio, il presidente George W. Bush stava affondando nei sondaggi.
Non appena gli aerei colpirono il World Trade Center però, l'indice di gradimento del presidente salì e questo creò supporto per il Congresso e per la polizia.
Durante l'uragano Katrina l'America ha assistito al clamoroso fallimento della FEMA per salvare le vittime dell'uragano, eppure molte persone incolparono quelle vittime per il loro destino piuttosto che ammettere una bocciatura dell'agenzia e sostenere delle idee per risolvere la faccenda. In tempi di crisi, dicono gli autori, vogliamo credere che il sistema funzioni.
Difendiamo anche i sistemi in cui ci affidiamo. In un esperimento, gli studenti che vennero fatti sentire dipendenti dalla propria università difesero una specifica strategia per la raccolta di fondi; mentre disapprovarono la stessa strategia di raccolta fondi quando venne fatta provenire dal governo. Se invece li si faceva sentire dipendenti dal governo, avrebbero approvato la specifica politica di raccolta fondi mentre avrebbero disapprovato la stessa se proviente dalla scuola.
Se abbiamo la sensazione che non possiamo sfuggire al sistema, allora ci adattiamo ad esso, il che include che ci sentiamo a nostro agio con cose che altrimenti considereremo indesiderabili.
Gli autori hanno reso noto uno studio dove ai partecipanti veniva raccontato che i salari dei maschi nel loro paese era di 20 % superiore a quello delle femmine. Piuttosto che additare il sistema come ingiusto, quelli che sentivano di non poter emigrare hanno sottolineato la differenza salariale giustificandola con un'innata differenza tra i sessi. "Si potrebbe pensare che quando si è bloccati in un sistema, lo si vorrebbe a maggior ragione cambiare" spiega Kay. Ma in realtà, piu le persone sono bloccate in esso, e più è probabile che siano loro  stessi a giustificare  i suoi difetti.
Infine, un fenomeno correlato: meno le persone sentono di aver il controllo sulla propria vita e più avvallano e giustificano dei sistemi e dei leader in grado di offrire un senso di ordine.
La ricerca della giustificazione del sistema può illuminare coloro che sono frustrati quando la gente non si eleva a quelli che sembrerebbero i loro stessi interessi. Kay dice "Se volete capire come far si che un cambiamento sociale accada, dovete anche capire le condizioni che portano le persone a resistere al cambiamento e che cosa li invece rende aperti a riconoscere che il cambiamento forse potrebbe essere una necessità"

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