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martedì 13 marzo 2012

Le persone non sono abbastanza intelligenti per la democrazia.

DAL BLOG LO SPIRITO DEL TEMPO

Traduzione a cura di Daniel Iversen e Maksymilian Pora
Il processo democratico si basa sul presupposto che i cittadini, o perlomeno la maggioranza di essi, siano in grado di riconoscere il miglior candidato politico, o l’idea politica migliore.
Un numero sempre crescente di ricerche però ha rivelato uno sfortunato aspetto della psiche umana che sembrerebbe smentire questa nozione, implicando invece che elezioni democratiche portano a leaderships e politiche mediocri.
 
La ricerca, guidata da David Dunning, psicologo alla Cornell University, dimostra come le persone incompetenti siano intrinsecamente inadeguate a giudicare le capacità o le qualità delle idee di altre persone. Ad esempio, se le persone non hanno competenza in materia di riforma fiscale, è molto difficile per loro identificare quali siano i candidati realmente esperti in materia.  Semplicemente mancano loro gli strumenti mentali utili a darne giudizi significativi.
Come conseguenza di ciò, non esiste una quantità di fatti o informazioni sui candidati che possa compensare l’inadeguatezza di molti votanti nel giudicarli. Prima di tutto “è molto difficile far addottare idee veramente intelligenti alla gente, questo perchè molti non hanno la raffinatezza di riconoscere il perchè un’idea è buona” ha detto Dunning a Life Little Mysteries.
Lui e il suo collega Justin Kruger, già della Cornell e ora della New York University, hanno dimostrato svariate volte che le persone si auto illudono quando si tratta di giudicare le proprie capacità intellettuali.
Anche quando i ricercatori testano la capacità delle persone di valutare la comicità di battute, la correttezza della grammatica, o addirittura la propria performance in una partita a scacchi, il duo ha scoperto che le persone valutano sempre le proprie prestazioni come “al di sopra della media” – anche quelli che, durante la prova, hanno avuto i risultati più scarsi di tutti. [le persone incompetenti sono troppo ignoranti per rendersene conto]
Semplicemente abbiamo poco criterio nel valutare le competenze altrui esattamente come lo facciamo per noi stessi. “Siete dei cattivi giudici per l’incompetenza degli altri nella stessa misura in cui siete incompetenti voi stessi,” dice Dunning.
In uno studio, i ricercatori hanno chiesto agli studenti di classificare dei quiz sulla valutazione dell’abilità grammatica. “Abbiamo scoperto che sono stati gli stessi studenti che hanno fatto peggio nel test a valutare in maniera più imprecisa il lavoro degli altri.” In sostanza, non hanno riconosciuto la risposta corretta nemmeno quando l’avevano vista.
La ragione di questa disconnesione è semplice: “Se avete dei lacune conoscitive in una determinata area, allora non siete nella posizione di valutare le lacune degli altri” dice Dunning.
Stranamente, però, in questi esperimenti, le persone tendono a concordare in maniera pronta e corretta su chi sono stati i peggiori, ma falliscono nel riconoscere quelli piu bravi.
Il più incompetente in mezzo a noi serve come i canarini nelle miniere, e questo lascia maggiori perplessità nel concetto di democrazia: persone veramente ignoranti possono essere i peggiori giudici dei candidati e delle idee, dice Dunning, tutti noi però soffriamo di una certa cecità derivante dalla nostra personale mancanza di competenza.
Mato Nagel, sociologo in Germania, recentemente ha simulato al computer, implementando le teorie di Dunning e Kruger, una elezione democratica. Nel suo modello matematico ha assunto che le capacità di leadership dei votanti fossero distribuite su una curva a campana – alcuni erano davvero buoni leader, altri no, la maggior parte erano mediocri – cosa che comportava che questi non fossero in grado di riconoscere le capacità di leadership di un candidato come migliori delle proprie..
Quando tale elezione è stata simulata, hanno vinto sempre i candidati le cui capacità erano solo leggermente maggiori rispetto alla media.
Nagel ha concluso che le democrazie raramente , se non affatto, portano alla elezioni dei leader migliori. Il solo vantaggio che portano rispetto alle dittature o altre forme di governo è che “prevengono efficacemente l’elezione di candidati inferiori alla media”.

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