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domenica 4 marzo 2012

La scienza rovescia la visione dell’essere umano maligno e competitivo per natura


Traduzione a cura di Daniel Iversen
Nel campo della ricerca biologica viene ridimensionata sempre di più la visione dell’uomo come essere competitivo, aggressivo e brutale.
Questo quanto ha affermato uno specialista, leader del comportamento dei primati presso una grande conferenza scientifica, lunedi scorso.
“Gli umani hanno un sacco di tendenze che vanno a favore della socialità” ha spiegato Frans de Waal, biologo della Emory University in Atlanta, al meeting annuale dell’American Association of the Advancement of Science.


Nuove ricerche su animali superiori, dai primati agli elefanti e fino ai topi, mostra che vi è una base biologica per un comportamento come la cooperazione, ha detto de Waal, autore di “L’età dell’empatia – Lezioni dalla natura per una società più solidale
Solo fino a 12 anni fa l’opinione comune tra gli scienziati era che l’uomo fosse maligno fino al midollo, ma aveva sviluppato una patina di morale, anche se sottile, ha spiegato de Waal a scienziati e giornalisti provenienti da circa 50 paesi.
I bambini però, come anche la maggior parte degli animali superiori, sono “morali” nel senso scientifico del termine, questo perchè hanno bisogno di cooperare tra loro per riprodurre e trasmettere i loro geni, spiega.
La ricerca ha smentito la visione, dominante dal 19 ° secolo, tipica dell’argomentazione del biologo Thomas Henry Huxley, ossia che la morale è assente in natura ed è creata dall’uomo, afferma de Waal.
Pure ipotesi comunemente accettate e radicate, promosse da Charles Darwnin, il cosidetto padre dell’evoluzione, sono errate, dice.
“Darwin era molto più intelligente della maggior parte dei suoi seguaci” ha detto de Waal, e citando dalla sua opera “The Descent of Man” di Darwin, afferma che gli animali che sviluppano “istinti sociali ben marcati inevitabilmente acquisiscono un senso morale o coscienza”
De Waal ha mostrato al pubblico alcuni video ripresi nei laboratori: uno rivela il drammatico disagio emotivo di una scimmia a cui viene negato il trattamento ricevuto da un’altra scimmia, l’altro mostra un topo rinunciare a del cioccolato per aiutare un’altro topo a liberarsi da una trappola.
Questa ricerca dimostra che gli animali hanno tendenze pro-sociali naturali, quali “reciprocità, equità, empatia e consolazione”, ha detto il biologo olandese.
“La moralità umana è impensabile senza empatia”
Alla domanda se l’accettazione dell’empatia come naturale, potrebbe cambiare l’intensa competizione sul quale si basa il nostro sistema economico capitalistico e politico, de Waal ha scherzato: “Sono solo un’osservatore di scimmie”.
Ha però detto ai giornalisti che la ricerca mostra anche come gli animali donino la propria empatia a quelli più famigliari al loro “gruppo”, e questa naturale tendenza è una sfida in un mondo globalizzato come il nostro.
La “moralità” si è sviluppata negli esseri umani in piccole comunità, ha detto, e aggiunge: “È una sorta di esperimento, per l’essere umano, estendere al mondo intero un sistema pensato per gli in-group.”
(c) 2012 AFP
Fonte: Physorg

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